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Tutti i diritti riservati © Stefano Bessoni

SPOON

Ha poco tempo e una manciata di stelle per conquistare l’immortalità

Spoon è un imenottero nichilista, vive a Vernon, in Normandia. Quando scopre che la vita di un bombo non supera i 28 giorni decide di lasciarsi tutto alle spalle e affidare il suo destino alle correnti della Senna. Approderà a Parigi dove scoprirà l’amore e il gusto per la vita.

Testo di Varla Del Rio

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OZ

Un paese incantato situato da qualche parte sotto all’arcobaleno,
oltre l’oceano e le grandi montagne, tra i deserti e le foreste pluviali.
Tutti sanno dove si trova OZ, ma nessuno sa come arrivarci.
Non si può decidere di andare a OZ,
solamente il caso può portare nelle sue lande sconfinate.
E fu così anche per Dorothy Gale, che un giorno per caso si ritrovò a OZ.

16€

ALICE SOTTO TERRA

Sotto terra perché lontano dalla vista e dai nostri sensi.
Sotto terra perché lontano dalla luce.
Sotto terra perché è lì che si annida il perturbante.
Sotto terra perché è lì che si mettono a dormire i morti e si trovano le ossa.
Sotto terra perché per Lewis Carroll era lì il paese delle meraviglie.
Il primo manoscritto, creato per la piccola Alice Liddell, si intitolava infatti “Alice’s adventures under ground”.

16€

Pinocchio

20€

Come già in Alice Sotto Terra, Stefano Bessoni riprende uno dei personaggi più amati della sua infanzia per personalizzarne le gesta con uno stile narrativo agile e fiorito e le sue riconoscibilissime immagini macabre e divertenti. Il suo sguardo è quello di un naturalista dall'animo vittoriano, diviso tra la passione per gli insetti, l’anatomia umana, gli scheletri, gli spettri, la fotografia. Lungi dal seguire fedelmente le arcinote vicende narrate da Collodi, l’autore mette in scena il burattino e lo stralunato circo di personaggi che gli ruota attorno dotandoli di tutto ciò che la fantasia lo ha portato a immaginare al di là del testo scritto. Il Pinocchio di Bessoni si nutre delle suggestioni del famoso sceneggiato di Luigi Comencini e delle illustrazioni di Enrico Mazzanti e Carlo Chiostri e le contamina con influenze shelleyane e lombrosiane. Nato probabilmente da una grossa radice di mandragola cresciuta ai piedi di una forca, Pinocchio è una creatura bizzarra che reca le stigmate anatomiche del “delinquente nato” di Cesare Lombroso e la perturbante diversità del Frankenstein di Mary Shelley. Si unisce così a quella vasta schiera di esseri creati sovvertendo le regole naturali, infelici per vocazione e freak a ogni costo. Insieme a lui gli altri personaggi delineano un’irresistibile galleria di caricature macabre: Geppetto è ingobbito, sdentato e dal naso rubizzo; il grillo parlante color verde smeraldo ha un cappello a cilindro, occhi iper-sproporzionati e due sghangherate file di denti; Mangiafoco è una montagna di capelli, baffi e barba da cui spuntano due occhi malvagi e gli immancabili dentacci; la fata turchina è una macilenta fanciulla dalla chioma enorme, che nutre un affettuoso interesse per Pinocchio e in particolare per il suo naso lungo e turgido. Una reinterpretazione di un grande classico che, andando al di là dell’ambito della narrativa per bambini, rivendica il proprio status di opera letteraria gotica o romantica, nel solco di Hoffman e Poe.

Mr Punch

Questa commediola, in versi e versacci,
riunisce tuttora i due canovacci,
pieni di pantomime e bastonate,
di tradimenti, odio e sangue a secchiate.

Nel cinquecento, un contadino acerrano di nome Puccio D’Aniello porta in scena con una compagnia di buffoni girovaghi le gesta di Pulcinello, un pulcino antropomorfo dal naso nero e adunco e dalla vocina acuta. Questa stramba figura, di cui già si trovavano tracce nell’antica Roma, diviene protagonista di tanti spettacoli ambulanti che la portano ad attecchire e diversificarsi in molti luoghi. In Inghilterra diviene un personaggio popolare famosissimo, chiamato dapprima Punchinello e poi Mister Punch, che letteralmente significa Signor Pugno, in onore alla sua innata inclinazione alla violenza. Raccogliendo notizie e suggestioni sulle due più famose incarnazioni di questa figura, Stefano Bessoni mette in scena il suo personale spettacolo tra i sobborghi di una Londra brumosa e i quartieri napoletani più malfamati, dove si aggira la peggiore feccia dell’umanità. Personaggi violenti e privi di scrupoli, #Punch e #Pulcinella vivono obbedendo a istinti primari come la fame, la rabbia, il desiderio sessuale e non esitano a compiere i più efferati omicidi, finché un giorno finalmente si incontrano... Questa storia intrigante, ricca di stratificazioni culturali e dalle implicazioni occulte e alchemiche, viene raccontata da Stefano Bessoni in uno spassoso poemetto in quartine di endecasillabi a rima baciata, che nella traduzione inglese di David Haughton prendono la forma di una ballata tragicomica alla Alexander Pope in quatrains of rhyming couplets. In parallelo scorrono le colorate e originali immagini caricaturali tipiche dell’autore: buffi e raccapriccianti personaggi dalle teste enormi, gli occhi strabuzzati e i sorrisi sardonici che mettono in mostra i denti radi. Un horror splatter in versi e immagini che spaventa, diverte e al tempo stesso invita ad approfondire una delle più importanti maschere della commedia dell’arte e le sue molteplici incarnazioni.

16€

Canti della Forca

"La gente stolta non lo può capire
ma della vita beffe ci facciamo.
Il fato che non si può concepire
con lo scherno alla fine sommergiamo.

È il riscatto del bambino che fu
sulla seriosità dell’esistenza;
la vita tu comprenderai di più
se coglierai qual è la nostra essenza."

Dalla forca si vede il mondo da una prospettiva diversa: la prospettiva dei Fratelli della Forca. Assassini, ladri, truffatori, ma anche innocenti, sognatori e puri di spirito che, a forza di penzolare l’uno accanto all’altro, decidono di associarsi in una confraternita.

Palmström, un tipo piccoletto dall’animo sensibile, che evita di soffiarsi il naso per non offendere il suo fazzoletto.

Korf, il tontolone, che non ha mai capito le teorie di Palmström ma per fedele atto d’amicizia si è impiccato insieme a lui, senza porsi troppi problemi.
Pauretto, un vecchietto vestito da marinaretto che vive dentro un armadietto.
Il Piccolo impiccato, un bimbo solo e spaurito che penzola dal capestro da tempo immemore, assurto a giudice con il compito di decidere se i nuovi arrivati possano diventare Fratelli della Forca.
Il grande Lalula, smodato mangiatore di salumi, che ama vestirsi con i resti di maiali macellati e parla una lingua incomprensibile.
Sophie, l’assistente del boia, dolce e ambigua confidente dei Fratelli della Forca.
E poi il boia, il Pecoro Lunare, Tulemondo e Mondamicchio, gli otto allegri re, Ralf il corvo…

Canti della forca prende spunto da una serie di scritti apparentemente bislacchi e infantili dello scrittore tedesco Christian Morgenstern (Monaco di Baviera, 1871 – Merano, 1914), i cui personaggi appena abbozzati prendono vita attraverso la fantasia di Stefano Bessoni, che ha inventato per loro personalità e fisionomie, e sviluppato una nuova storia originale per poterli unire tutti in un’unica vicenda. Un libero gioco, insomma, con il mirabolante popolo del patibolo creato dallo scrittore tedesco.

Al libro è abbinato un DVD contenente un cortometraggio nel quale un illustratore, al lavoro su una personale trasposizione dei Canti della forca, compie un visionario viaggio tra i Fratelli della Forca attraverso una serie di animazioni in stop-motion che danno vita ad alcune delle poesie macabre di Christian Morgenstern.

20

Homunculus

Una filastrocca illustrata, endecasillabi sull’ossessione che porta un uomo a creare un Homunculus, ovvero un essere umano creato mescolando elementi naturali e alterando i normali processi biologici attraverso le ricette segrete dell’alchimia. E oltre alla filastrocca un “ricettario per la fabbricazione degli omunculi”.

15€

Wunderkammer

“La wunderkammer...
tante piccole meraviglie, cose naturali o artificiali, oggetti che suscitano stupore e qualche volta anche orrore.”

La parola Wunderkammer significa letteralmente “camera delle meraviglie” e indica un contenitore, un luogo, uno spazio nel quale vengono conservate decine, centinaia, migliaia di oggetti. Oggetti reali o immaginari, che suscitano un’attrazione irrefrenabile, che incarnano fantasie, sogni e ossessioni.
La Wunderkammer è un microcosmo a sé, una sorta di museo-non-museo, un gioco di specchi, di richiami dove è fantastico smarrirsi. La camera delle meraviglie cresce e prende forma assieme al suo artefice, e l’artefice ne diviene l’anima, il motore, il corpo, gli arti, lo strumento di raccolta.
Bisogna però stare attenti che la Wunderkammer non prenda il sopravvento fino a divorare il suo stesso creatore, trasformandolo nell’ultimo pezzo della raccolta, nel tassello finale, nell’ultima meraviglia che dovrebbe completare ciò che per sua natura completabile non è.

Questa Wunderkammer di carta, opera di Stefano Bessoni, racchiude tre personaggi e tre camere delle meraviglie, in una serie di disegni originali, tra il grottesco, il fantastico e l’esilarante.

15€

RACHEL

Le Scienze inesatte - vol. 1

La storia di un piccolo spettro sperduto e malinconico e della sua Wunderkammer

 

Il primo libro della collana “Le scienze inesatte”.

La piccola Rachel abita da sola in una vecchia casa sulla cima di una scogliera. Non vede i suoi genitori da tempo e non conosce altri bambini con cui giocare. La sua stanza è una Wunderkammer piena di scheletri, preparati anatomici, animali imbalsamati e altri strambi oggetti. Un giorno tre di queste meraviglie hanno preso vita, così ora Rachel ha tre amici: un coccodrillo impagliato, uno scheletro di coniglio e una bambola anatomica. Ma, nonostante la bizzarra compagnia, si sente ancora molto sola. Finché in una fredda notte di luna piena scopre una sorprendente verità su di sé...

Primo libro di una collana dedicata al mondo delle scienze inesatte, Rachel racconta la storia tragica di un piccolo spettro imprigionato da decine di anni in quello spazio intermedio tra la vita e la morte chiamato Camera di Swedenborg. La figura della protagonista è ispirata a una donna realmente vissuta in Olanda, Rachel Ruysch (1664 – 1750), figlia di Friederich Ruysch, un anatomista fiammingo passato alla storia per le sue preparazioni. Giacomo Leopardi lo trasformò in uno dei personaggi delle sue Operette Morali, nel “Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie”, un grottesco confronto tra l’anatomista e alcuni suoi preparati riguardo al presunto dolore che si avvertirebbe nella morte, nell’istante in cui l’anima abbandona il corpo. Ed è proprio prendendo spunto dal testo leopardiano che Stefano Bessoni ripensa la figura di Rachel facendone una creatura sospesa tra la vita e la morte, in attesa dell’istante in cui si compirà definitivamente il passaggio all’aldilà. Il destino di Rachel Ruysch in realtà era stato diverso: da piccola aveva aiutato brillantemente il padre nel suo lavoro e, una volta cresciuta, aveva abbandonato la medicina e l’anatomia, diventando un’ottima pittrice specializzata in nature morte e ritratti, una delle pochissime artiste dell’epoca di cui ci sia pervenuta notizia.

Una favola macabra in cui ritroveremo le tipiche immagini di Stefano Bessoni: scheletri, animali e personaggi buffi e macabri dalle teste enormi, gli occhi sbarrati e i sorrisi beffardi. Il primo capitolo di una storia appassionante di cui non vedrete l’ora di conoscere il seguito.

17€