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Tutti i diritti riservati © Stefano Bessoni

Stop-motion

Tanti anni fa, quando cominciai a voler fare cinema ero concentrato su film con attori in carne ed ossa, con un grande dispiego di effetti speciali e di post-produzione digitale, ma poi andando avanti negli anni e portando avanti anche l’ attività d’illustratoreho cominciato ad appassionarmi all’animazione stop-motion, tecnica che consiste nel riprendere dei burattini muovendoli fotogramma dopo fotogramma davanti alla macchina da presa.

 

Sperimentando e scoprendo tanti autori mi sono reso conto che la stop-motion è la parte nascosta dell’animazione, quella più misteriosa, oscura, perturbante, quella che le persone ‘normali’ generalmente cercano di evitare e che spesso frettolosamente tendono a etichettare come inquietante. Ma se si perde quella ritrosia ingiustificata, quel timore iniziale che a volte può infondere sensazioni sbagliate, si potrà scoprire un mondo meraviglioso, forse un po’ sinistro, ma sicuramente affascinante, poetico e coinvolgente.

 

Spesso i materiali prediletti degli autori che fanno stop-motion sono le ossa, gli stracci, i vecchi balocchi e gli oggetti dimenticati in soffitte polverose e i temi affrontati sconfinano spesso nel gotico e nel macabro. Quindi tutto questo mi ha fatto capire che è in assoluto la tecnica migliore per raccontare le mie storie e assecondare le mie inclinazioni espressive. Vorrei realizzare dei film che trovino un punto d’incontro tra i film Laika ( Coraline, Paranorman, ecc.) e quelli di Svankmajer e dei Quay, utilizzando burattini fabbricati seguendo le mie illustrazioni, ma calati anche in una scenografia fatta di oggetti reali, scheletri veri, insetti, giocando creativamente con la scala ridotta e inventando soluzioni visive con un sapore artigianale.

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